Visualizzazione post con etichetta Ritratti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ritratti. Mostra tutti i post

mercoledì 27 maggio 2015

sabato 1 settembre 2012

Grey DeLisle: Dove è finita?

Assente da qualche anno (2005, l'ultima pubblicazione) la voce angelica e sensuale di Grey DeLisle, cantautrice californiana originaria di San Diego, ha lasciato un segno lo scorso decennio con due lavori di spessore “The Graceful Ghost”, indimenticabile lo splendore di brani come “Walking In A Line”, straordinario disperato blues rigonfio di bellezza, e l'album "Iron Flowers", poi purtroppo il vuoto. Occorre sottolineare che Grey DeLisle affronta blues, folk o rock a seconda dei casi e spazia cullandosi nella tradizione americana. A chi potrebbe essere sfuggita Bluessuria, oltre a voler ricordare e dedicare un piccolo spazio alla dolce dinzella, propone un paio di sintomatici video. Giusto per prendere parte alla solidale ricerca: ,
...mentre scrivevo questo post ho scoperto che cosa è accaduto a Grey DeLisle: doppia i cartoon. Il suo talento è raggruppato in questo link che sintetizza un po' di personaggi: incredibile DeLisle

sabato 21 aprile 2012

Levon Helm - May 26, 1940 – April 19, 2012

In questi giorni ci ha lasciato un grande della musica Levon Helm noto come batterista e voce, ma lui sapeva anche suonare bene gli strumenti a corda...in particolare lo voglio ricordare al mandolino elettrico. Di recente il nostro Lino Muoio lo ha omaggiato proprio con un suo sintomatico brano "Harmony H35" . Godiamoci queste immagini di 2 anni fa in compagnia di Donald Fagen e  Jim Weider
Lutto nel mondo della musica. Nella notte e' deceduto Levon Helm, batterista e co-fondadore, insieme a Robbie Robertson, di ''The Band''. Helm aveva 71 anni, e' deceduto al Memorial Sloan-Ketterring Cancer Center di Nwe York dopo una lunga lotta contro il cancro.
Nato in Arkansas, era entrato nella band The Hawks, gruppo spalla del cantante di rockabilly Ronnie Hawkins, con cui nel 1963 rilanciarono ''Who do you love'', un classico di Bo Diddley.
Insieme ad Helm, unico americano, nel gruppo c'erano solo musicisti canadesi, tra i quali Robbie Robertson. I due furono poi chiamati da Bob Dylan nel 1965 a suonare per il tour negli Usa e nel 1966 per quello mondiale. Una collaborazione che continuera' per molti anni. Ad Helm e Robertson si unirono musicisti del calibro di Rick Danko, Garth Hudson, Richard Manuel. Fu cosi' che nacque ''The Band'' e arrivarono due degli album piu' acclamati della fine degli anni 60: Music from Big Pink (1968) e The Band. Due perle in cui ''The Band'' miscelo' con maestria i tre generi che musicali si erano incontrati a Memphis (Tennessee): il Blues, il Country e il Bluegrass.
Di Helm restano indimenticabili tre canzoni che hanno fatto la storia del rock: The Weight, The Night They Drove Old Dixie Down e Up on Cripple Creek.

sabato 14 aprile 2012

Hill Country Blues: Terza Generazione

E' questa la terza generazione che ha in mano il testimone di RL Burnside e Junior Kimbrough?  Holly Springs, Mississippi. Torniamo a citare a breve distanza  Cedric Burnside, che nel suo progetto the Cedric Burnside Project riprende la chitarra ed è sostenuto dal fratello Cody. Insieme ai Old Gray Mule, di cui si consiglia l'ascolto di "40 Nickels For A Bag Of Chips" (Como - MS -2011) e dove ritroviamo alla batteria Kinney Kimbrough, figlio di Junior.  Il manifesto esprime l'espressione a grandi livelli dell'attuale situazione di alto interesse di questa nuova generazione di musicisti di blues, quello vero, dove la qualità non è affatto trascurata.

martedì 28 febbraio 2012

Louisiana Red (March 23, 1932 – February 25, 2012)

Avrebbe dovuto compiere tra un mese 80 anni...li festeggeremo lo stesso ascoltanto i suoi blues.

sabato 11 febbraio 2012

Cedric Burnside

Cedric Burnside è il nipote della leggenda del blues RL Burnside. Cedric è il vincitore del Blues Music Awards "Best New Artist Debut" per la cronaca con: 'The Man Two Wrecking Crew' nel 2009 e "Drummer of the Year", come batterista dell'anno nel 2010. Dopo molti anni di successi girando il mondo con Malcolm  Lightnin il Duo Juke Joint, Cedric ha un progetto tutto suo. Il suo primo album di debutto chiamato 'The Way I am' è stato appena pubblicato, è in giro per divulgare verbo: new original foot-stomping hill-country blues music.

mercoledì 8 febbraio 2012

Mauro Ferrarese

Wounds, Wine & Words è grande affresco di blues, dopo qualche settimana di ascolti e a distanza di un anno dalla sua pubblicazione ne ho maturato l'idea...attribuendo a Mauro Ferrarese la nomina di alfiere di un country blues made in Italy di alta qualità. Per ascoltare la sua musica bisogna incontrarlo, inevitabile condizione di approccio, ma le emozioni sono garantite.  Lo stesso vale per acquistarne la produzione che non trovate neanche nei migliori negozi di dischi. Ebbene qualche mese fa al Bloom di Mezzago c'è stata l'occasione per incontrarlo e prendere una copia di "Wounds, Wine & Words" e avvicinarmi a quanto di meglio potessi cercare da qualche anno a questa parte sulle rive del Mississippi. "Ferite, vino e parole" è sofferenza e alcool, espressione e libertà. Mauro Ferrareseè un grande umile artista da palcoscenico. Nell'album Mauro è in intima compagnia della sua chitarra, c'è anche l'occasione di ascoltare l'altro album in quartetto "Flesh and Wood" – Mauro Ferrarese Quartet. Anche se bluessuria lo preferisce puro in "Wounds, Wine e Words"
Clicca per approfondimenti: scheda di Mauro Ferrarese

giovedì 12 gennaio 2012

Gary Clark Jr.

E' nata una stella? o è stata creata una stella? Mi sembra di ricordare un po' il caso Lenny Kravitz degli esordi per quello che leggo in giro su Gary Clark Jr, giovane promessa per il blues del nuovo millennio. Il ragazzo, tra l'altro texano (Austin), ha delle doti che si fondono, tra soul e blues, il suono di una chitarra fluida e una voce fatta di un urlo gutturale e  falsetto. Passare a chiamarlo il salvatore del blues occorre un po' di tempo a prescindere dai suoi ventisette anni. Forte della partecipazione al Crossroads Guitar festival accanto a B.B.King, Clapton, etc elogiato da qualche rivista di troppo (Rolling Stone) Gary Clark conta una manciata di incisioni fatta di Ep e un paio di album introvabili. In giro è possibile reperire l'Ep "the Bright Lights" con qualche emozione e punto di interesse. A quanto pare preferisce più suonare che incidere.

martedì 6 dicembre 2011

HOWE GELB

Quando vuoi staccare la spina e trovare ristoro spirituale fuori dai blues non c'è lido migliore di quello offerto da Howe Gelb, mente poliedrica e prolifera dei Giant Sand. L'ascolto di "Alegrias" allieta l'animo. L'album raccoglie nove tracce del catalogo Giant Sand, totalmente rielaborate, e quattro inediti ispirati dalla città di Cordoba, scritti durante le sedute di registrazione dell'album. Il disco è stato registrato presso gli Eureka Estudios di Cordoba e mixato da John Parish a Bristol; il mastering è stato poi eseguito da Roger Seibel a Phoenix, dall'altro lato dell'Atlantico. A ventisei anni dall'esordio, Howe Gelb si conferma artista preparato e aperto alle contaminazioni, realizzando un album che potrebbe essere ricordato nel tempo come l'ideale mix fra americana e flamenco. Ci sentiamo in dovere di raccomandarlo in particolare ai cultori della chitarra spagnola e ai fan oltranzisti del suono Giant Sand. In questo trascorso novembre soleggiato mi ha salvato...

sabato 29 ottobre 2011

Red Wine Serenaders

L’amico Zambo sul suo blog ha chiamato in causa per un confronto gli Old Crow Show. Io ci metterei anche i Carolina Chocolate Drops, la South Memphis String Band e ancora i Jake Leg Stompers noi abbiamo i Red Wine Serenaders per rispolverare, mettendoci del nostro ma con assoluta fedeltà, la tradizionale americana dei primi decenni del secolo scorso. Il primo album omonimo di un paio di anni fa ne confermava le potenzialità. D.O.C, pubblicato da qualche settimana, ci cattura dal primo ascolto con riletture straordinarie di classici e ci illumina su una realtà, anche molto apprezzata all’estero (Francia, e inizia ad esserlo anche il regno Unito). Tutto essenzialmente acustico e con strumenti a corda Ukulele, dobro, National guitar, contrabbasso ma anche armonica e kazoo per interpretare con dedizione e cuore un repertorio in via d’estinzione. Disco del mese e ultra consigliato sulle pagine blues da Bluessuria. Brano preferito “Out On Western Plains”

giovedì 4 agosto 2011

Justin Bua

Ripercorrendo l'arte di Justin Bua:
“L’arte di BUA è rappresentativa dell'aspetto multietnico della cultura urbana di oggi. Egli afferra pienamente tutti gli elementi dell’ Hip Hop e il sentimento intrinseco della sua musica. BUA rappresenta il movimento Hip Hop: la cultura più diffusa della nostra epoca.” Crazy Legs

Da piu di una decade, Justin Bua, con il suo Distorto Realismo Urbano ha lasciato il suo marchio di fabbrica su molte delle immagini rappresentative della black culture.
Originario dell’ Upper West di Manhattan/ NYC, nelle sue opere è evidente l’influenza della vita di strada che pulsa nella Big Apple, alla quale deve buona parte del suo percorso evolutivo come artista.
Infatti, oltre agli studi “accademici” in illustrazione al Center College of Design, in Pasadena (California), la maggiore fonte di ispirazione e luogo di studio dell’artista è proprio la strada, che lo ha visto protagonista sia come writer che come breaker (con le crews New York Express e The Dynamic Breakers).
La sua carriera inizia con collaborazioni con fabbriche produttrici di skateboards da cui poi si rende indipendente per lavorare come freelance a campagne pubblicitarie e alle copertine di molti dischi prodotti dalle grandi majors

sabato 16 luglio 2011

L.C.Ulmer

Ci sono artisti che passano quasi inosservati altri che lasciano un piccolo ma significativo segno in sordina e senza alzare tanta polvere. Uno di questi è L.C.Ulmer (nella foto a dx in compagnia del grande Willie King a sx) autore di un valido lavoro "Blues Come Yonder". Nell'album L.C. Ulmer suona (guitar, human voice, banjo, mandolin) e abbiamo il supporto di  Jimbo Mathus - drums - Wallace Lester - drums e J. Showah - bass

martedì 22 marzo 2011

Hosea Hargrove

Qualche giorno fa è passato a trovarmi Max Prandi e mi ha parlato di Hosea Hargrove, bluesman texano di vecchia matrice (80 anni). Avevo letto vagamente qualcosa, ma non lo avevo individuato. A Max piacerebbe portare in Italia (come già ha fatto con Terry Harmonica Slim) questo vecchietto che suona con una passione di altri tempi...ce lo auguriamo!

giovedì 10 febbraio 2011

Captain Beefheart: l'ultimo saluto

...e pensare che lo avevo tirato in ballo negli ascolti in questo periodo. Ho acquistato proprio a dicembre "Save a Milk" il debutto del 1967, un lavoro che non avevo ancora ascoltato e mancava  alla mia attenzione per Captain Beefheart (15 gennaio 1941 - 17 gennaio 2010).

Riporto con ritardo la notizia della sua morte, ma l'ho saputo soltanto qualche ora fa:
Addio a Don Van Vliet, il mitico Captain Beefheart: il musicista, che fu a fianco di Frank Zappa negli anni Sessanta e Settanta, è morto a 69 anni, era infatti nato il 15 gennaio 1941 a Glendale. Lo ha reso noto la Bbc online.  Val Vliet era malato di sclerosi multipla ed è morto ieri in California per le complicazioni di questa terribile malattia genetica, ha precisato la galleria Micheale Werner a New York: 'Don è stato uno degli artisti sperimentali più originali dei suoi tempi', è scritto in un comunicato della sua galleria di riferimento.

"Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla"

venerdì 10 settembre 2010

Blues Made In Italy: Warm Gun

Si può ormai affermare con decisione di aver superato per il blues made in Italy quella soglia di omonimia un po' critica, che ha da sempre messo in discussione la qualità della musica nostrana. Questo  nell’ultimo decennio grazie al contributo fondamentale, e recente, di gente come Angelo Leadbelly Rossi, Mario Insenga, Max De Bernardi, Lino Muoio, Paolo Terlingo, Francesco Piu, Mandolin’ Brothers, Max Prandi e molti altri, che sicuramente dimentico, e magari non hanno nulla da invidiare ai gettonati (importati) musicisti di blues made in Usa, che volentieri e mascherati si presentano ai ns pseudo festival di blues. Si possono aggiungere con convinzione i WarmGun, il duo casertano rappresentato da Freddy Ghidelli, chitarre, e Max Pieri, voce stomp box e basso, uno che ci ha creduto davvero fino in fondo. Il loro album “Virus Blues” [Buffalo Bounce 2010] concretizza una formula variegata di un sano down home blues con influenze ben mescolate, di swing e jazz, che sanno di buono e di genuino. Ascoltare per credere nell’invitante mucchio di brani come “Climbing”, con l’azzeccata partecipazione del violinista Edo Notarloberti, o la presa di “One Hundred Bullets” con lo zampino al mandolino di Lino Muoio. Quanto basta per convincerci che potremmo stare sulle colline del Mississippi, ma invece siamo al Reale Belvedere di San Leucio.
La foto - Italian Rootsway Cruise - VI Rootsway Roots'n'Blues & Food Festival (Boretto, RE - 2010)

venerdì 28 maggio 2010

T-Bone Walker 28.5.1910




Aaron Thibeaux Walker , meglio noto come T-Bone Walker “bistecca” nasce il 28 maggio 1910 a Linden, Texas. T-Bone è considerate un precursore della chitarra elettrica (inizio’ imitando Les Paul) ed è tra i primi nel panorama blues a esibirsi dal vivo con l’amplificafizione. La sua tecnica ha fatto scuola, elegante e sofisticata, con il tocco jazzato, con le escursioni nel boogie e nel jump, ha fornito un contributo originale e innovativeoall’estetica scarna e spartana del blues texano. La sua “popolarità” è attribuita al suo hit del 1947 “Call It Stormy Monday” tra gli slow più famosi e interpretati nella storia del blues. http://blues.about.com/od/artistprofile1/p/T-BoneWalker.htm

giovedì 29 aprile 2010

Johnny Shines Too Wet To Plow


John Ned Shines April 26, 1915 – April 20, 1992) è stato uno degli ultimi interpreti del downhome style e attraverso la sua testimonianza ci sono giunti aneddoti relativi alla vita di Robert Johnson (dal quale imparò personalmente i segreti della chitarra).
La ristampa di “Too Wet To Plow” del 1975 ci riporta un Johnny Shines acustico e canonico. Lo accompagnano Sugar Blue, Louisiana Red e Ron Rault. Da ascoltare.
Quando la storia definitiva del blues verrà scritta, Johnnie Shines avrà il suo posto accanto a Muddy Waters, Howlin’Wolf, Robert Johnson e Elmore James, perchè fu uno degli autori e uno dei grandi interpreti della tradizione blues (Peter Guralnick).Sotto pongo a voi il dilemma:è davvero Robert Johnson al fianco di Johnie Shines?

giovedì 15 aprile 2010

Bessie Smith Chattanooga, 15 aprile 1894




Cinque miglia a nord del confine di stato Tennesse-Georgia, nel Mocassin Bend del fiume Tennessee, sorge la città di Chattanooga. Al volger del secolo era un importante centro ferroviario dove si intersecavano cinque linee principali e tre diramazioni: il che che voleva dire abbondante lavoro nei cantieri per molti neri. Nel 1900 la popolazione totale della città era di 30.000 persone; 13.000 di queste erano di colore e il loro elevato numero significava che molte di esse erano disoccupate e centinaia di famiglie vivevano in spaventose condizioni di povertà. L’analfabetismo tra i maschi era proporzionalmente otto volte maggiore che tra i bianchi e poche persone si preoccupavano della mancanza di possibilità di educazione delle ragazze. In questo ambiente naque Elizabeth Smith, da una famiglia poverissima e sconosciuta di neri il 15 aprile 1898.Bessie Smith era destinata a divenire una delle più grandi artiste nere dei suoi giorni e una delle eminenti figure nella storia del jazz. Bessie Smith era una donna complessa: pesante, truculenta, era volgare nella conversazione e di umorismo greve, di maniere pessime se ubriaca.

Le stagionali inondazioni del Mississippi e le miserie provocate da questi allagamenti sono narrati in Backwater Blues (17 febbario 1927):


When it rains five days and the skies turn dark as night
When it rains five days and the skies turn dark as night
Then trouble's takin' place in the lowlands at night
I woke up this mornin', can't even get out of my door
I woke up this mornin', can't even get out of my door
There's been enough trouble to make a poor girl wonder where she want to go
Then they rowed a little boat about five miles 'cross the pond
Then they rowed a little boat about five miles 'cross the pond
I packed all my clothes, throwed them in and they rowed me along
When it thunders and lightnin' and when the wind begins to blow
When it thunders and lightnin' and the wind begins to blow
There's thousands of people ain't got no place to go
Then I went and stood upon some high old lonesome hill
Then I went and stood upon some high old lonesome hill
Then looked down on the house were I used to live
Backwater blues done call me to pack my things and go
Backwater blues done call me to pack my things and go
'Cause my house fell down and I can't live there no more
Mmm, I can't move no moreMmm,
I can't move no more
There ain't no place for a poor old girl to go
Backwater Blues fu stranamente profetico perché anticipò il terribile disastro del 1927, il peggiore della storia, quando le piene dell’Ohio e del Missouri giunsero contemporaneamente alla confluenza del Mississippì (Paul Oliver)

venerdì 11 dicembre 2009

Luther Dickinson



Il musicista di questo decennio?
Luther Dickinson ha dimostrato di potersi imporre anche per i prossimi anni.
Il suo recente album da solista "Onward and Upward" corona, oltre che il buon momento, la versatilità di un vero artista nella fase più matura della sua carriera.
...Goin' down South, I'm going down South The chilly wind don't blow I'm going with you, babe, I'm going with you babe I'm going with you, babe, I'm going with you babe I don't care where you go ...