venerdì 23 luglio 2021

Ritornano i Blues Traveler con "Traveler's Blues"

Li avevamo persi di vista ma John Popper e soci ritornano con un album di cover, scelta che motiva un momento probabilmente privo di ispirazioni. Il risultato? Tanto divertimento e leggerezza, seppure il repertorio scelto è piuttosto inflazionato e da FM. Circola cosi poco in giro in termini di nuove pubblicazioni che un disco estivo come questo sotto l'ombrellone ci poteva anche stare. I veri Blues Treveller vanno cercati in altri lavori!

martedì 22 giugno 2021

Robert Finley Sharecropper's Son

Robert Finley , frescone 67 anni e proveniente da Helena Arkansas, rientra nella categoria dei riconosciuti in ritardo. Pubblica il suo terzo album e migliora la collaborazione con un grande attivista Dan Auerbach, che produce il disco. Sharecropper's Son suona meglio del precedente e convince per definizione e scelta dei brani. La preferita da Bluessuria per avere un'idea è la trascinante "Country Boy".

giovedì 3 giugno 2021

Black Keys Delta Kream

I Black Keys tornano con audacia e voglia di autenticità alle loro prime emozionanti note Il Blues con un un album registrato nel corso di due pomeriggi, dieci ore in studio. Dan Auerbach produce un disco molto interessante con la band che torna alle sue origini e rilegge canzoni come Crawling Kingsnake ( John Lee Hooker ), ma anche composizioni di R.L. Burnside e Junior Kimbrough, in una sorta di rilettura amorevole del Mississippi Hill Country Blues. Tra le canzoni che appaiono nel disco, segnaliamo Stay All Night, Poor Boy A Long Way From Home, Come on and Go With Me, Yellow Peaches, Going Down South, Sad Days and Lonely Night. Una gran bel back to the roots.

mercoledì 5 maggio 2021

Mauro Ferrarese Still Walkin'

Copertina rossa stile Che Guevara con un’elegante sagoma nera di un uomo con la sua chitarra e un titolo, Still Walkin’. Cosi si presenta il nuovo lavoro di Mauro Ferrarese ripreso dall’immagine di copertina, essenziale e crudo come il suo nuovo album. Lui è proprio così! 
Un album dalla lunga gestazione, che premia l’attesa in un periodo magro di interessanti pubblicazioni degne di nota. Le dieci tracce di Still Walkin’ celano la bontà di un artista che sa emozionare con poco e sempre ad alti livelli, una garanzia nel panorama del blues acustico italiano e non solo.

Era dal sorprendente album Wounds, Wine & Words che mancava all’appello in una veste solitaria e acustica a tutto tondo. La voce è più navigata, matura e greve e il suono della sua resofonica sempre inconfondibile. Questo nuovo lavoro ce lo restituisce nella sua dimensione piena, solo chitarra e voce. Negli ultimi anni diversi i progetti che lo hanno visto impegnato, seppure in sordina e di difficile repereribilità. Uno in particolare, Sacred Roots, merita una citazione di attenzione. Un lavoro dal tiro più soul, spiritato e avvolgente, in compagnia di diversi amici musicisti. Si ricorderà in giro per i festival l’altro progetto laterale con Alessandra Cecala, Reverend & The Lady, un gran rispolvero delle tradizioni in tre album. Il ritorno all’ovile con Still Walkin' era da un po’ di tempo nell’aria. Un ritorno a quel blues che Mauro ama definire “agricolo” e che ha la forza di arrivarci senza fronzoli e orpelli. Come dieci anni fa i blues sono diretti, scarni, autentici. Realizzato e registrato tra le pareti domestiche, i brani contenuti in Still Walkin’ narrano di esperienze personali, stati d’animo, condizioni di vita che come per molti hanno segnato in questo periodo il mondo della musica. Possono bastare i primi 30 secondi in apertura del disco della biografica All I Can I Do per immergersi nel suo stile e prendere quota con le note metalliche della sua resofonica. Magari battendo il piede sinistro come avviene in Let me walk with you e continuando a farlo in Trouble Bound, ispirata al movimento ambientalista Fridays for Future. Altro pezzo di rilievo e soprattutto di elevazione spirituale è Everybody ought to treat a stranger right, in cui si recupera e fa sua una traccia di Blind Willie Johson. Contagioso ritrovarsi a cantare con Mauro Everybody should treat a stranger right, long ways from home… Il brano scivola a fior di pelle e scuote nella sua espressività. Un gospel blues d’autore! Le corde della resofonica di Mauro sono lucidate a dovere dal bottleneck. Mentre il brano Another one appare una parentesi a parte, con la voce di Mauro al centro profonda e avvolgente. La sua voce è penetrante, riconoscibile e allignata alla scuola dei grandi maestri del country blues. La scelta di (ri)intraprendere l’audace sfida di un progetto da solista a tutto tondo riflette il lungo matrimonio dell’artista con la materia: un blues nudo e fortemente espressivo. Lo stile chitarristico semplice, solido, percussivo, intriso di quel old time picking, quel ragtime che tanto ci piace. Il lavoro è stato affidato alla lanciata Trulletto Records di Sebastiano Lillo, che ha rivisto sapientemente i suoni dei master. Chapeau! La restituzione è un lavoro ben fatto, un suono che cattura lo spirito delle tracce e il mood del musicista. Il brano omonimo Still walkin’ chiude il cerchio di quasi quaranta minuti volati e vi verrà automatico ripartire dal All I can do…caro Mauro ci vediamo dal vivo!


giovedì 22 aprile 2021