domenica 17 aprile 2016

Il Video 16 Aprile Zig Zag Lino Muoio presenta Mandolin Blues: Piano Sessions


 
Lino Muoio presenta Mandolin Blues. The Piano Sessions
Zig Zag, San Donato Milanese, sabato 16 aprile, ore 17.00
L'evoluzione artistica del progetto "Mandolin Blues" di Lino Muoio incrocia il piano blues di Mario Donatone. Il sodalizio ci riporta con entusiasmanti livelli qualitativi agli anni quaranta, ai consumati juke joint di Chicago e in modo particolare ai dischi della Bluebird. Le indimenticabili atmosfere prebelliche sono toccate con cuore e passione in dodici tracce autografe, dove intorno al mandolino ci si culla sulle note del piano e sull'impeccabile sezione ritmica focalizzata dalle quattro corde del contrabbasso di Francesco Miele. La magia di ritrovarsi nel passato e' immediata passando dalla scoppiettante "Last Chance" al boogie di "Day Job", brani che ci portano alla fiera "Help Yourself" con le note del mandolino in primo piano. In un episodio come "Maggie" emerge invece la napoletaneita' di Lino Muoio e dell'intero trio, compatto dalla prima all'ultima nota. In mezzo due brani spezza cuori: la ballata "Falling Star" e lo slow "Hardheaded Woman", arricchita dalla presenza del colore dei fiati. Una merlettata "Someday" suonata a punta di dita chiude l'album. Ancora una volta Lino scrive tutti i brani e con una grafica accattivante onora con stile un Blues Made In Italy, oggi risorto.

sabato 12 marzo 2016

Luther Dickinson - Blues & Ballads (A Folksingers Songbook)

Blues & Ballads: Folksinger Songbook, Vols. 1-2 è il nuovo album solista di Luther Dickinson. Un lavoro che è stato tenuto nascosto per diverso tempo. Si riprende il filone acustico che ha visto già buone intuizioni con il progetto Home Sweet Home (2010), un insieme di standard folk e blues dei vecchi tempi, che è apparso sotto la South Memphis String Band (un collettivo di Dickinson , Alvin Youngblood Hart e Jimbo Mathus ). Due anni più tardi, il suo follow-up, i vecchi tempi lì cristallizati tra divertimento e sonorità vintage. Sono seguite altre idee e altri brani, mere meditazioni come in Hambone (strumentali per chitarra solista ispirati da Jack Rose e la Scuola Takoma) e poi: Mississippi Folk Music, Vol. 3 (con un gruppo vocale femminile e con sempre atmosfere acustiche con Dickinson , Sharde Thomas , Amy LaVere , e Shannon McNally ). La maggior parte dei nomi citati sono qui presenti, come lo sono le apparizioni di Mavis Staples , Jason Isbell , Will Sexton , JJ Grey , e altri. Dickinson ha raccolto come un vero canzoniere spartiti e traditional per tutta la vita. Anche se ha scritto o co-scritto tutte le 21 canzoni qui presenti. La produzione è intima, messo a nudo. Voci e chitarre sono importanti, ma in rilievo troviamo il flauto blues, e un pianoforte verticale e un organo in maniera sparsa. I fan dei North Mississippi Allstars possono riconoscere "Hurry Up Alba", un brano che si configurato su un'idea di Otha Turner offerta a suo tempo a Dickinson. Da ascoltare.

venerdì 4 marzo 2016

Angela Esmeralda & Sebatiano Lillo "RAW" - Acoustic in Studio

La scena blues italiana sta attraversando un momento di grazia e sono ormai diventate diverse le pubblicazioni di cui poter andare fieri. Non solo, se provate a partecipare ad esempio a IBC (International Blues Challenge) a Memphis potreste rendervi conto di quanto bravi siamo diventanti. Angela Esmeralda e Sebastiano Lillo non hanno solo rappresentato con orgoglio l’Italia lo scorso anno a Memphis insieme ad eccellenze nostrane come Veronica & The Red Wine Serenaders, ma sono una delle realtà emergenti di maggior interesse sul difficile palcoscenico italiano, poco sensibile alla qualità e all’ascolto per il nostro blues. Una scena ignorata con pregiudizio dagli addetti ai lavori che magari hanno sempre integralmente accolto il blues toccando un discorso di pelle e di origini. Il duo in questione macina oltre duecento concerti l’anno e abbassa tremendamente la media dell’età di un genere “vecchio” sulla carta. L’Italia è sempre stata il fanalino di coda per originalità e qualità proposta, eppure sulla forza di gente come Angelo Leadbelly Rossi, T-Roosters, Paolino Venturi, Mauro Ferrarese, Marco Pandolfi , Francesco Piu e ancora al sud tra Mario Insenga e Lino Muoio, e la lista potrebbe prolungarsi di molto, siamo sul punto di poter esportare il nostro Made in Italy con vanto e un pizzico di presunzione. Anche questo 2016 offre delle sorprese di qualità. Raw di Angela e Sebastiano, che segue Delta Soul, conferma i buoni propositi del disco di esordio. I brani restano per la maggior parte autografi e i giovani ragazzi di Monopoli osano proporsi anche sfidando le strade più difficili quella di cantare in Italiano (Spaccotutto), e addirittura andando sul loro dialetto pugliese (A Men Du Segnore). Due episodi riusciti e convincenti, in particolare l’interpretazione di A Men Segnore, che vive di luce propria. Rispetto all’esordio la matrice blues è più esplicita e cruda, rispettata e colta in presa diretta preferibilmente acustica. La direzione è proprio dettata dalla presenza di I Don’t Belong, episodio distintivo già presente in Delta Soul volutamente riproposto in Raw, in due alternative versioni. Alti i momenti come Somebody Is Calling My Name, una traccia che trasuda di gospel, in cui la voce di Angela mostra di crescere giorno dopo giorno e al fianco di Sebastiano Lillo, il chitarrista, non manca di trovare tra tecnica e ritmo il collante per amalgamare il tutto. Sovente si aggiunge Carletto Petrosillo, la terza forza dell’organico nella dimensione live, al contrabbasso visibile in Hokum On Morton. La versione in trio a tendere sembra un passaggio obbligato seppur l’album verte soprattutto tra lo spessore della voce di Angela e la chitarra di Sebastiano, ormai un duo simbiotico, il brano Black Man ne è una costatazione. Così come in due si omaggia Fred McDowell con il traditional You Gotta Move e Skip James con Hard Time Killing Floor, due classici che sicuramente non sfigurano, ma che non aggiungono nulla a quanto già di buono proposto sulle tracce autografe. Il Deep South Italian Blues esiste (tratto da http://www.rootshighway.it/)
 
 

sabato 27 febbraio 2016