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lunedì 24 febbraio 2020

Musical Box Besozzo - Bluessuria il Disco

22 Febbraio Besozzo ore 17.00 al Musical Box di Antonella & Marco presentazione del disco di Bluessuria. Attraversata dal fiume Bardello giace Besozzo, una piccola cittadina con appena 9000 abitanti adagiata tra le colline che si distendono tra il lago di Varese e il Verbano. Il suggestivo borgo medioevale padroneggia sulla zona più moderna dove si può visitare un negozio di DISCHI ben frequentato, il Musical Box.  Non siamo negli anni '80 ma nell'era dell'insensibilità all'ascolto... e non solo! Ritrovarsi tra un bel mucchio di appassionati vogliosi di vinile non ha prezzo. La giornata primaverile di sabato scorso avrebbe potuto lasciare il posto a ben altro, che rinchiudersi in un negozio di dischi...o no? 
Ecco cosa è invece accaduto nel negozio magico di Antonella & Marco, qui il tempo si è fermato tra dischi, tanta musica e libri. La passione fa miracoli e insieme a Tiziano Galli (T-Roosters) ci siamo divertiti narrando le gesta dei solchi di Bluessuria. La calorosa introduzione di Mauro Zambellini ha aperto il racconto sulla lavorazione del disco e alla musica con Tiziano Galli, voce e chitarra, che ci ha messo il suo prezioso contributo. Voluta la scelta di rivisitare dal passato, con dedica al logo di Bluessuria (il volto di Muddy Waters), una verace versione di "I'm A King Bee" brano di Slim Harpo presente nel disco di Muddy Waters "King Bee" (1981). 
Improvvisarsi, rivivere la non facile produzione del disco tra aneddoti e curiosità è stato esilarante. Tra i momenti più belli cito con orgoglio l'interpretazione di "Sometimes My Soul Is A Foreign Land" con il coinvolgimento di tutti. Il brano autografo apre proprio il lato B del disco e rappresenta  l'essenza catartica dell'espressione di Tiziano. 











Emozionante pomeriggio! Grazie a tutti quelli che hanno partecipato e acquistato il disco! Un grazie di cuore a Luca Muffatti per i suoi preziosi scatti fotografici!














Mauro Zambellini, Roberto Neri & Bluessuria 

domenica 20 ottobre 2019

Schiavi Uniti d'America


Non è facile selezionare qualità nell'universo "disperso" dell'informazione. L'articolo che desidero citare è stato pubblicato la scorsa settimana dall'Internazionale dal titolo Schiavi uniti d'America. Toccante e fendente è stato estratto da uno speciale del New York Times Magazine sull'eredità della schiavitù negli Stati Uniti intitolato 1619, l'anno in cui i primi schiavi africani furono comprati dai coloni britannici della Virginia, in Nordamerica. Gli altri articoli raccontano l'importanza della musica nera nella cultura degli stati uniti, di come il sistema delle piantagioni ha influenzato il

sistema penale e carcerario, dei meccanismi che ancora oggi fanno sopravvivere la segregazione razziale e di come gli sviluppi della guerra civile hanno impedito di avere un sistema sanitario pubblico universale. I have a dream: che un articolo del genere possa raggiungere le aule delle scuole dei nostri figli ed essere letto ad alta voce!

venerdì 1 febbraio 2019

Presentazione del disco Bluessuria con Antonio Avalle e Tiziano Galli

Antonio Avalle & Tiziano Galli 
presentano il disco di Bluessuria Vol.1 
Ore 17.00 sabato 23 Febbraio 2019 - Zig Zag San Donato
Sarà presentato a San Donato allo Zig Zag di San Donato a partire delle ore 17.00 il disco di Bluessuria. La pubblicazione intende celebrare il ciclo di attività, festival e produzioni con tutti gli artisti coinvolti nell'associazione Bluessuria che nel corso di oltre dieci anni di attività si è prodigata nella diffusione del Blues con un occhio di riguardo alla nostra produzione italiana.
Ispirato all'ascolto di un grande classico, Folk Singer di Muddy Waters, Bluessuria si è distinta per le attenzioni ai musicisti nostrani che proprio in occasione della produzione del disco si sono a loro volta prestati con generosità, offrendo una canzone, il più delle volte appositamente per l'occasione, e comunque inedita.
L'elenco offre uno sguardo panoramico e variegato sul blues in Italia, vista la partecipazione di artisti professionisti e navigati come Veronica Sbergia, Max De Bernardi, Dario Poleari, Lino Muoio, T-Roosters, Blue Stuff, Angela Esmeralda & Sebastiano Lillo, Henry Blues Duo, Angelo Leadbelly Rossi, Mauro Ferrarese e Guido Migliaro. L'album è una vivida testimonianza della vitalità del blues italiano ed è confezionato con cura in 180 grammi di bontà con copertina apribile e tutti i testi riportati sulla busta interna come ai vecchi tempi. La tiratura limitata in 500 copie numerate lo rendono un piccolo gioiello in vendita esclusiva solo da Zig Zag e da Buscemi Dischi Milano)
  

giovedì 28 dicembre 2017

"Money Blues" ispirato al libro Dr.Money & Mr.Fear

Sulla recente pubblicazione di "Dr.Money & Mr.Fear" è stato composto il brano "Money Blues", Antonio Avalle & Guido Migliaro (parole e musica). Il blues in italiano è riferito in particolar modo alla figura di Mr.Fear, risparmiatore impaurito e insicuro. "Money Blues" è stato presentato nella storica libreria della Simone Editore di Santa Brigida (Napoli) il 28 Dicembre. In questa versione, oltre Guido Migliaro (illustratore del testo Dr.Money & Mr.Fear) alla chitarra e alla voce, appare la preziosa partecipazione di Lino Muoio al Mandolino.



sabato 4 febbraio 2017

The Doors Live at London Fog 1966

LP: SIDE A - 1. Tuning (I) 2. Rock Me 3. Baby Please Don't Go 4. You Make Me Real. SIDE B - 1. Tuning (II) 2. Don't Fight It 3. I'm Your Hoochie Coochie Man 4. Strange Days 5. Lucille.

giovedì 5 gennaio 2017

O' BOYS I VAGABONDI - IL SANGUE DEL MISSISSIPI - edizioni COSMO


Bel fumetto ambientato negli Anni Trenta tra le aree del Mississippi. In cui compare la figura di Charlie Patton nella leggendaria Dockery Farm, segheria e piantagione di cotone ampia 10000 acri, in prossimità di Ruleville, Mississippi. Nel bel mezzo della crisi economica, due ragazzi, col cuore gonfio del desiderio d'avventura, decidono di attraversare le vastità del Sud degli Stati Uniti. Uno è un ragazzo bianco, il suo amico è di colore. Assieme vivranno una serie di eventi che saranno per loro un grande apprendistato sulla vita adulta. Una meravigliosa avventura completa destinata a tutti gli amanti delle atmosfere di Mark Twain, Steinbeck e Jack London! In edicola è possibile anche recuperare una nuova rivista (in lingua Inglese) dedicata ai chitarristi di Blues.

lunedì 7 novembre 2016

Leonard Cohen (Montréal, 21 settembre 1934 – Los Angeles, 7 novembre 2016)

Dal Magazine IL avevo letto il 20 Ottobre questo articolo "Abbiamo rischiato di non ascoltare You Want It Darker, l’ultimo album che il cantautore canadese aveva deciso di accantonare. Il figlio Adam e la marijuana terapeutica l’hanno convinto a terminare il progetto Se proprio si deve cantare «la grande, inevitabile sconfitta che ci aspetta», se si deve fare una cosa assurda come mettere la vecchiaia e la morte in una canzone pop, che lo si faccia almeno «entro i confini della dignità e della bellezza». Sta qui il senso del nuovo album di Leonard Cohen You Want It Darker, una meditazione su Dio, sul dolore, sul sesso, sull’amore e sulla morte che mette assieme l’intensità dell’opera prima e la gravità del canto del cigno. Quando s’è trattato di rifinire la canzone che dà il titolo al disco, Cohen ha scelto uno dei suoni più cari che conserva nella memoria: il coro della Shaar Hashomayim, la sinagoga di Montreal un tempo presieduta dal bisnonno e dal nonno paterno, colonne portanti della comunità ebraica locale. Cohen cita in modo pressoché letterale il Kaddish. Fa girare il brano attorno alla parola «hineni», eccomi, la riposta di Abramo al Dio che gli chiede di sacrificare il figlio Isacco. A 82 anni, racconta un mondo che Dio vuole sempre più buio, descrive la fine della compassione e del senso di giustizia, e intanto fa i conti con l’età e la mortalità. Lo ha scritto tre mesi fa alla musa morente Marianne Ihlen: «Presto ti raggiungerò. Sappi che sono dietro di te, ti sono così vicino che non dovrai far altro che allungare la mano e toccare la mia». Abbiamo rischiato di non ascoltarla nemmeno, questa roba. Leonard Cohen aveva abbandonato le registrazioni del disco, vinto dal dolore provocato da fratture vertebrali multiple da compressione. È stato il figlio Adam, a sua volta cantautore, a convincerlo a tenere duro e fargli riprendere le session nella sua casa di Los Angeles, fra «esilaranti discussioni esoteriche alimentate dalla marijuana terapeutica», come raccontato su Maclean’s. «Capì», scrive il cantautore del figlio col quale collabora per la prima volta, «che la mia guarigione, se non la mia sopravvivenza, dipendeva dalla possibilità di tornare al lavoro». È stato Adam ad affiancare alle coriste che caratterizzano i dischi del padre il suono senza tempo di un ensemble maschile di quindici elementi che è stato ripreso due volte, per dare l’impressione di ascoltare un gruppo di trenta uomini. È stato lui a eliminare le programmazioni elettroniche degli album precedenti optando per un suono più “naturale”. Nessun lavoro di Cohen del nuovo millennio ha lo stesso equilibrio fra leggerezza e ponderosità, fra stile e intensità. Pare quasi di vederlo, Cohen, seduto su una poltrona medica mentre canta, o meglio recita queste canzoni. Lascia al produttore Patrick Leonard, al figlio e alla collaboratrice Sharon Robinson l’incombenza di scrivere le musiche di cinque dei nove brani dell’album. La voce sempre più bassa, arrochita ed espressiva è quella di un anziano che espone la sua età. L’aura d’autorevolezza e le sottigliezze della dizione sono pura aristocrazia pop. Cohen canta d’amore, compreso quello per una donna troppo giovane per lui, e poi nel trittico finale torna a riflettere sul tempo, la religione e la società, fra colori folk e di nuovo il coro della Shaar Hashomayim. Per essere un disco in cui si mette in dubbio l’esistenza di un disegno divino, in cui s’invita a farsi strada «fra le rovine dell’altare e il mall», You Want It Darker trasmette una strana sensazione di serenità. Se davvero fosse l’album conclusivo della storia di Leonard Cohen – non perché sia troppo malato per inciderne altri, ma perché come dice lui a una certa età ogni evento può scompaginare i piani – se davvero fosse l’ultimo, sarebbe un finale magnifico. Poi l'annuncio della morte e il conforto che Leonard Cohen si sia spento nel sonno. Leonard Cohen è morto nel sonno nella sua casa di Los Angeles dopo che le sue condizioni sono precipitate nel mezzo della notte. Lo ha rivelato il suo manager Robert B. Kory. «La morte è stata rapida, inaspettata e tranquilla» ha detto Kory, che con i dettagli resi noti ha fatto una prima luce sulla scomparsa del grande poeta e cantautore. Nessuna causa era stata indicata la scorsa settimana dalla casa discografica nel primo annuncio della morte sul sito internet dell’artista. Kory chiarisce ora anche la data della scomparsa, il 7 novembre, tre giorni prima che la notizia venisse resa pubblica. Cohen è stato poi seppellito a Montreal il 10 novembre, il giorno stesso dell’annuncio della morte, con una piccola cerimonia alla presenza dei familiari più stretti, i figli Adam e Lorca, e i tre nipoti Cassius, Viva e Lyon.

martedì 3 maggio 2016

sabato 25 luglio 2015

Rhiannon Giddens - Cry No More

"The massacre at the Emanuel AME church in Charleston, South Carolina, is just the latest in a string of racially charged events that have broken my heart. There are a lot of things to fix in this world, but history says if we don't address this canker, centuries in the making, these things will continue to happen. No matter what level privilege you have, when the system is broken everybody loses. We all have to speak up when injustice happens. No matter what. And music is one of the best ways I know to do so.
 -- Rhiannon Giddens
 

martedì 26 agosto 2014

Michael L. Abramson: Pulse of the Night

Chicago, dal 2 settembre al 19 dicembre presso il Museum Of Contemporary del Columbia College sara' possibile accedere alla mostra "Pulse Of The Night" con le foto di Michael L.Abramson (1948-2011).  Verra' esposta una selezione di immagini risalenti al progetto South Side series, opera realizzata da Abramson nella meta'degli anni settanta. La mostra documenta la sfrenata vita notturna all'interno dei locali della zona di South Side a Chicago immortalata da Abramson. La vasta selezione recupera stampe in bianco e nero originali, intrise di sensualita' e particolari dettagli come lo straordinario il look della Chicago notturna. Molte foto appariranno in pubblico per la prima volta. Il progetto South Side series vince il premio del National endowment of arts nel 1978 e segno l'inizio della carriera del fotografo come ritrattista e fotogiornalista.
Da visitare al secondo piano del Columbia College Chicago Library, 624 S. Michigan Avenue. 
Al seguente link si puo' accedere ad una selezione delle foto di Michael l. Abramson. Clicca qui


martedì 19 agosto 2014