venerdì 26 ottobre 2007

FINE DI UNA DITTATURA?


Anche i NINE INCH NAILS, dopo i RADIOHEAD, rinunciano al contratto con una major discografica. “Ho atteso a lungo la possibilità di fare questo annuncio”, scrive orgogliosamente Trent Reznor sulle pagine del sito del gruppo (http://www.nin.com). "Da adesso in poi i Nine Inch Nails sono battitori liberi, liberi da qualsiasi contratto di registrazione con qualsiasi etichetta".Una scelta di campo netta, in cui l’autoproduzione diventa effettivamente reale, basata su un rischio calcolato che, almeno per il momento, appare come un vero azzardo.Si può continuare ad esistere senza etichetta discografica? I Radiohead vendono il loro ultimo album “In rainbows” direttamente dal loro sito (http://www.radiohead.com), da cui i pezzi sono addirittura scaricabili a ‘offerta libera’ (dal 10 ottobre), ulteriore sberleffo a chi ha detenuto per decenni il controllo dell’espressione artistica spesso ai danni degli stessi artisti.Tutto ciò grazie alla Rete e alla popolarità raggiunta dal gruppo che ha deciso di non consentire più all’etichetta (la E.M.I.) di arricchirsi spropositamente.Così, la musica si libera veramente, recide i vincoli con gli intermediari, rompe la dittatura della filiera tradizionale (produzione e distribuzione su tutto) che ha asfissiato il mercato facendo cadere a picco le vendite anche dell’ultimo dei supporti, il CD.È l’inizio della fine della discografia tradizionale?

2 commenti:

  1. sarà il futuro, ma a me sa di una cosa che si possono permettere i "grandi" ...

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  2. Ma sicuramente stanno dando notizia qste due iniziative pero' come si dice già in giro i radiohead stanno concludendo l'accordo di distribuzione del disco cmq con una major...ovviamente nn prima del 2008 avendo già intrapreso la strada del down load "gratuito" e del box ed. deluxe che le major stiano chiudendo poi sono scettico, nn è vero, piangono lacrime amare quello si (ma chi nn lo fa) ma continuano a stampare dischi come prima, ad aumentare i prezzi come ultimamente accade e a licenziare cofanetti box dvd gadget e quant'altro...insomma continuano a produrre tanto ma come fanno se sono in crisi?
    nn so, qste due iniziative sono simpatiche, ma rimangono cose molto fighe e da fighetti, oltre che ad essere grandi operazioni di marketing per le band: ricordiamoci che proprio i radiohead furono per primi colpiti da down load selvaggio prima dell'uscita dei loro dischi, quindi qsto è un modo come un altro per raccogliere soldi in anticipo ed evitare problemi di pirateria.
    Mi piace il fatto che forse il disco e il cd insieme ritornino importanti come un oggetto d'arte.

    Vito Sartor (Mescalina)

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