domenica 14 novembre 2010

Questo è un paese per vecchi!


  La pirateria musicale è un fenomeno generazionale. I sondaggi dimostrano che sono fondamentalmente gli adolescenti e i giovani a scaricare la musica illegalmente. E generalmente preferiscono la musica fatta dai loro coetanei, che racconta esperienze ed emozioni più vicine alle loro. Quindi succede che i giovani rubano ai giovani, mentre i fan di mezza età continuano a comprare i cd di artisti di mezza età. In un certo senso il mercato della musica non sta morendo: sta invecchiando. Nel 2002 in Gran Bretagna quelli che compravano album erano nel 16,4 per cento dei casi ragazzi tra i 12 e i 19 anni. Quelli con più di sessant’anni erano l’8,8 per cento. Ora il rapporto è invertito. Nel 2008 gli adolescenti costituivano il 12 per cento della spesa musicale. Invece la fascia dei sessantenni è salita al 13,8 per cento. Ma gli uomini di mezza età non si limitano a spendere più di figli e nipoti: comprano sempre di più album di musica pop.
L’album più venduto negli Stati Uniti, dal 2000 a oggi, è 1, una raccolta di grandi successi dei Beatles arrivati al primo posto in classica negli anni sessanta. A un certo punto, l’anno scorso, quattro dei dieci album più venduti in Gran Bretagna erano dei Beatles, e il primo in assoluto era una raccolta di canzoni di Vera Lynn, una cantante che oggi ha 92 anni. Nel 2009 il disco più venduto nel mondo è stato I dreamed a dream di Susan Boyle, una signora scozzese di mezza età.
L’invecchiamento del mercato musicale britannico è stato accelerato da altri fattori. I supermercati sono diventati i maggiori punti vendita per la musica. L’anno scorso, il 24 per cento delle vendite di cd è avvenuto nelle quattro principali catene britanniche: Tesco, Asda, Sainsbury’s e Morrison. Per fare un confronto, il 13 per cento dei dischi è stato venduto su Amazon.com, e su iTunes solo l’11 per cento. I supermercati sono frequentati in stragrande maggioranza da persone di mezza età o anziani. Da Tesco, secondo un’indagine di Kandar, il 62 per cento delle persone che comprano musica ha più di quarant’anni. Inoltre, nei supermercati si vende musica mainstream. “Chi cerca un disco dei Midlake o dei The National sicuramente non lo troverà in un supermercato”, dichiara Geof Taylor della Bpi, citando due gruppi indie statunitensi. “Ma sono pronto a scommettere che l’ultimo album di Kylie Minogue ce l’hanno”. Il peso crescente degli anziani consumatori di musica va oltre il mercato dei cd. “Molti degli artisti capaci di riempire gli stadi ai concerti sono vecchi”, afferma Rob Hallet, presidente dei tour internazionali alla Aeg Live. Nel corso dell’ultimo anno, i tre concerti di maggior successo negli Stati Uniti sono stati quelli degli U2 (età media 49 anni), di Bruce Springsteen (61 anni) e quello doppio di Billy Joel (61 anni) ed Elton John (63 anni). Che succederà quando non si reggeranno più in piedi? La maggior parte dei musicisti che oggi richiamano grandi folle ha conosciuto il successo in un’era di contratti discografici decennali, quando il mercato musicale non aveva preoccupazioni economiche. Hanno costruito il loro nome lentamente nel tempo, sapendo superare anche l’insuccesso di un album poco riuscito. Hanno “conquistato” i mercati stranieri solo quando si sono sentiti pronti. Il risultato è che oggi hanno schiere di fan disposte a spendere per assistere ai loro concerti. In più, le loro canzoni senza tempo, canticchiate da padri e figli, sono anche le più interessanti per i creativi delle pubblicità e per gli autori televisivi. I giovani in cerca di successo che partecipano a show come XFactor di solito si esibiscono con canzoni che hanno almeno vent’anni. Alcuni manager musicali si lamentano già che i migliori artisti dal vivo di oggi non troveranno degni sostituti domani. Insomma è innegabile che lo star system inizia a scricchiolare. Ma questo non significa che non ci saranno più artisti famosi e adorati. I musicisti si conquisteranno i fan attraverso nuove strade, come i social network, la tv o semplicemente saltando di concerto in concerto (che in realtà è quello che hanno fatto la maggior parte dei gruppi del novecento).
Altri saliranno le vette della fama e delle classiiche a una velocità che avrebbe stupito chi li ha preceduti, come hanno dimostrato recentemente Lady Gaga o Justin Bieber, un cantante di 16 anni che un anno fa era praticamente sconosciuto. E chi dubita che il loro successo possa essere duraturo dovrebbe considerare un elemento: nessuna generazione di padri ha mai dato un soldo di fiducia alla musica ascoltata dai figli. (The Economist, UK).

1 commento:

  1. Mia figlia è una sfegatata fan di Michael Jackson, una cosa impressionante! Eppure non aveva neanche un disco...
    Recentemente le ho regalato una collezione con tutti i titoli originali. Non credeva ai suoi occhi... Non sospettava neanche lontanamente che dietro quei fetidi mp3 ci fossero decine di autori e centinaia di musicisti, nonchè fonici, grafici, produttori artistici e via dicendo...
    La forma è anche sostanza!

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