domenica 29 marzo 2009

J.J.Cale "Roll On"

Ho acoltato con un po' di scetticismo il nuovo cd di J.J.Cale...al primo ascolto...mi sono detto "è il suo solito album"...al secondo ascolto : "sarà il suo solito ma quel ritmo, quella voce ti restano dentro, indelebili ...e per sempre". "Roll on" suona fresco e con un gran suono...e può cambiarti l'umore di una giornata. "Bring Down the Curtain" la mia canzone del giorno

J.J.Cale: "I remember when I made my first album [1972's Naturally], I was 32 or 33-years-old and I thought I was way too old then," laughs Cale. "When I see myself doing this at 70, Igo, ‘What am I doing, I should be layin' down in a hammock".

mercoledì 25 marzo 2009

The Revered Peyton's Big Damn Band

Grande ritorno per il Reverendo Peyton e la sua Big Damn Band...indubbiamente il suo album migliore e "Can't Pay The Bill", la mia canzone del giorno.

giovedì 19 marzo 2009

The Life And Time’s of Chicago Legendary Maxwell Street

Sabato 21 marzo, a partire dalle ore 17.30, presso Zig Zag, via dellaLibertà, 10, San Donato Mil. (Mi) Silvano Brambilla (redattore del Il Blues e conduttore radiofonico) presenta And This Is Free: Sabato 21 marzo, a partire dalle ore 17.30, presso Zig Zag, viadellaLibertà, 10, San Donato Mil. (Mi) Silvano Brambilla (redattore delBlues e conduttore radiofonico) presenta And This Is Free: The Life And Time’s of Chicago Legendary Maxwell Street (Shanachie). Il cofanetto (che comprende DVD, CD e un booklet) ripercorre lastoriadell’area dei mercati di Maxwell Street, a Chigaco, un luogo tra ipiùaffascinanti nella moderna storia urbana americana. Anche esoprattutto perché nell’arco del ventesimo secolo è stato il palconaturale, en plein air, di una moltitudine di intrattenitori, daigiocolieri ai predicatori. In prima fila, però, ci sono sempre statiigrandi bluesmen di Chicago (e non) che hanno trasformato Maxwell Street in una vera e propria enclave dove la musica aveva dirittosututto. Informazioni e dettagli: 02/5272125

martedì 17 marzo 2009

IL Blues n.106

Memphis, 7 febbraio 2009. “Il Blues” ha vinto. All’unica rivista italiana interamente dedicata alla musica blues e dintorni, The Blues Foundation ha consegnato il premio Keeping the Blues Alive 2009, con cui le si riconosce l’importanza del lavoro svolto nella diffusione della musica Blues in Italia. Se quindi è per noi motivo di legittimo orgoglio ricevere tale prestigioso riconoscimento direttamente dalla Fondazione statunitense, ciò che ci lascia perplessi è il disinteresse dimostrato nei nostri riguardi, ora e nel corso dei nostri 26 anni di esistenza, dalle istituzioni e dai media (siano essi la carta stampata, radio, tv e virtuali). Con ciò vogliamo dire che la commissione americana esprimendo la sua preferenza nei nostri riguardi, ha riconosciuto nel nostro lavoro quella passione che cerca di trasmettere le emozioni di questa cultura di vita. E questo a noi basta. “Il Blues” ha vinto. E questo risultato è merito di tutti, collaboratori passati e presenti, per l’apporto conferitogli affinché assumesse una sua fisionomia. Impossibile a questo punto non ricordare chi non è più qui fisicamente, ovvero Al Aprile con il suo mondo musicale a tutto tondo, Felice Motta con la sua fede per questa musica e Guido Toffoletti che la suonò sino alla fine e di cui proprio quest’anno ricorre il decimo anniversario della scomparsa. Ma ci sono anche due cose che questa rivista ci ha insegnato. La prima, e qui ci scusiamo con i lettori, è che nelle nostre pagine, al contrario di quello che appare nelle riviste rock, non vi raccontiamo storie di miti (l’unico che avevamo a disposizione, Robert Johnson, ce lo stanno smontando un po’ per volta), non troverete favole disseminate in 12 pagine a colori ma molte realtà di uomini, con le loro necessità quotidiane, le cui seriosità e brevità finiscono per diventare, inevitabilmente, l’asse portante dei nostri scritti. La seconda è che per fare una rivista di Blues non ci vuole solo il sapere delle persone ma, fondamentalmente, l’amore per quella musica. Con questo primo numero del nuovo anno, abbiamo deciso di lasciare alla guasconeria di Robert “Bilbo” Walker il compito di tracciare i confini del suo blues. Ma come i lettori sanno, ci piace, quando riusciamo, contrapporre personaggi ed idee. In questo caso è il turno del taciturno Sam Carr, ricondurci con i piedi per terra, assieme all’esperimento dei Carolina Chocholate Drops, cioè un trio che unisce il passato con la concezione che esso non finisce ma si trasforma, senza per questo dimenticare l’eclettico Fernando Jones, professore al Columbia College di Chicago. Uno spazio a sé lo occupano Toots Hibbert, con il suo amore contagioso per il reggae e la stima profonda per il grande Otis Redding di cui in fondo è, almeno in spirito, il fratello giamaicano, e Dave Specter che il Chicago Blues lo vive filtrandolo attraverso la sua passione per il jazz e lo swing. Se ci spostiamo nel versante della musica incisa, troviamo la quasi perfetta parità tra prodotti qualitativi di artisti di colore e non. Se da un lato la dimensione acustica di Jimmy “Duck” Holmes e Pat Thomas chiede sostegno alla elettrificazione di Byther Smith, dall’altro il sempre più sorprendente e semiacustico Ian Siegal, per non perdere posizioni, si fa appoggiare dai NMAS e Derek Trucks. Buona lettura e buon ascolto. Marino Grandi




martedì 10 marzo 2009

Goodbye Willie King



March 8, 2009

RIP Willie King 3/8/1943-3/8/2009: This sad news just in: Alabama blues legend Willie King has died of a heart attack. He was 66 (sadly, it was also his birthday). Widely acclaimed as a master of down home, juke joint blues, Willie ambassadored this music at numerous festivals in the U.S. and Europe. His music often reflected his admiration for the music of Howlin' Wolf. He put a socially conscious political emphasis on many of his songs. He also sponsored the annual Freedom Creek Blues Festival. A kind and generous man with a great talent, Willie recorded great albums for the Rooster Blues and RMA labels, a DVD for Visible World Films, and was a part of Martin Scorsese's The Blues documentary. For a complete bio of Willie King, click here. To see film clips of Willie King on YouTube, click here, here, and here. Thanks, Willie, for your great music and your message contained within it.

Così lo ricordo: