A distanza di un anno dall'uscita spiazzante del valido progetto Grinderman, Nick Cave rientra in studio con i Bad SeedS e pubblica un nuovo lavoro. Eppure il 2007 lo ha visto anche protagonista a cinquant'anni ben suonati di una meravigliosa colonna sonora: "The Assassination Of Jesse James By The Coward Robert Ford", un film di Andrew Dominik con Brad Pitt e Sam Shepard, una raccolta matura, centrata, tesa, piena di struggenti atmosfere e suonata con mestiere. Neanche il tempo di godere la colonna sonora, forse sottovalutata e già ritenuto minore nella ghiotta discografia dell'australiano, che Re Inkiostro ci piazza un nuovo album, confermandosi come voce solitaria in un mondo musicale sempre più scarso di grandi novità
martedì 29 gennaio 2008
martedì 22 gennaio 2008
Ritorna Otis Taylor
Recapturing the Banjo - A new ablum coming in February 2008
"Otis Taylor has joined up with Guy Davis, Corey Harris, Alvin Youngblood Hart, Keb' Mo', and Don Vappie. An amazing compilation of wonderful songs dedicated to the sounds of the banjo
Recapturing the Banjo - REVIEWS FOR NEW ALBUM
ìThereís a history lesson to be learned here, but Recapturing the Banjo doesnít aim to be a musicologistís wet dream-banjos (even in the hands of Bela Fleck) have never sounded this vibrant.î Harp
“The album shifts from impossibly haunting dirges to downright bouncy ditties without sounding like a thrown-together pastiche…The album, which is mostly originals with a few rearranged traditionals, is so strong in songwriting…it’s pretty stellar throughout, with fleshed-out stories of slaves, black cowboys and good-old alcohol. There’s enough of Taylor’s trademark one-chord trance playing to keep it all driving…” Relix
“Lyrically, Taylor speaks out against prejudice from both the black male and female as well as from the native Indian’s perspective. The exciting version of ‘Hey Joe’ does Hendrix proud here with Taylor and Youngblood Hart mixing the banjo, absolutely mesmerizing lap steel, and Taylor’s blistering electric guitar lead…This session features brilliant picking and high spirited energy throughout.” Elmore
domenica 20 gennaio 2008
Ricordando Johnny Cash...

“E’ una delle voci più dolci che mi risuona nella testa. Anche quando la canzone finisce, continui a vederlo e a sentirlo lottare per quello che amiamo e di cui abbiamo bisogno. Lui c’è sempre, è la figura più alta nel circolo degli integri, la voce più profonda quando scende la notte e il più coraggioso che ha giudizio nel mezzo della confusione più caotica”.
(Leonard Cohen)
(Leonard Cohen)
venerdì 18 gennaio 2008
domenica 13 gennaio 2008
About the last of August came a Dutch man-of-warre that sold ustwenty Negars
"About the last of August came a Dutch man-of-warre that sold ustwenty Negars". Con queste parole, nel 1619, venne registrata laprima tratta di schiavi neri dall'Africa alle nuove provinceamericane bisognose di mano d'opera. Per circa duecento anniuomini di colore avrebbero continuato a viaggiare dai regni indigenidel Golfo della Guinea alle coste della Virginia, incatenati e stipaticome bestie in navi di mercanti senza scrupoli. In tutto si calcolache la deportazione di massa abbia interessato almeno dieci milioni dipersone. Nel 1625 la popolazione bianca del continente americano contava meno diduemila anime, tutte o quasi nella Virginia. Nel 1649 la Virginia necontava gia' quindicimila, a cui si erano aggiunti trecento neri:il rapporto era pertanto di uno a cinquanta. Per dare un'idea di come si evolse la colonizzazione del paese, nel1720 la citta` piu` popolosa era Boston, con 12 mila abitanti (oggi neconta 4 milioni) e New York (terza) ne aveva appena 7 mila (oggisupera i 17 milioni). Supponendo che la popolazione metropolitanarappresentasse l'8%, in tutto ci dovevano essere circa mezzomilione di coloni. Se la proporzione fra bianchi e neri era rimastainalterata, i neri erano circa 10 mila. Il fenomeno dello schiavismo inizio` ad assumere una maggioreconsistenza numerica nella seconda meta` del secolo, quandol'economia delle colonie inizio` la stupefacente progressione chedura ancora oggi. In certe zone, allora, e soprattutto nel Sudagricolo, il rapporto si inverti` (cinquanta neri per un padronebianco), bilanciato soltanto dalla preponderanza schiacciante di razzabianca nelle citta` del Nord, dove non esistevano lavori meccanici edisumani in cui poter impiegare degli schiavi. Nel 1800 gli schiavi neri erano gia` un milione, e allo scoppio dellaGuerra Civile erano saliti a quattro milioni e mezzo. Un fatto molto importante per il futuro del popolo nero fu la dedizionemostrata dai cristiani a convertirli ed educarli religiosamente. Nel1701 venne costituita la SPG (Societa` per la Propagazione delVangelo) per la creazione di missioni presso gli indiani e i neri. Imissionari non pare provassero alcun orrore per lo stato dischiavitu' dei poveri africani, ma non ci sono dubbi cheprovassero un profondo orrore per lo stato pagano delle loro anime. I missionari furono anche i primi a scoprire la stupefacentepropensione dei neri per la musica. In effetti oggi gli etnologi bensanno che nelle zone di provenienza dei neri la musica era il fenomenosociale prevalente. In breve tutte le cerimonie di carattere sacrovennero impostate sul piano musicale, e presto il talento musicaledegli schiavi giunse anche alle orecchie dei padroni, i quali losfruttarono ai fini di varie attivita` ricreative. I neri vennero per lo piu` impiegati nell'agricoltura, nellacoltivazione del tabacco e del cotone. Il folk nero nacque, percio`,fra gli schiavi delle campagne. La vita di quegli uomini era divisafra i campi e la chiesa. Nei campi si lavorava duramente per tutta lagiornata; in chiesa, oltre a pregare, si organizzavano le feste. Non acaso percio` il folk nero si distinse in due filoni, uno religioso euno profano. La musica aveva lo scopo di ipnotizzare la mente del nero, o facendoglisopportare la fatica e la sofferenza, o inebriandolo con la speranzadel paradiso. Sia nelle chiese dei neri sia nei campi di lavoro ilcanto produceva una tensione emotiva fortissima, che poteva sfociarenell'improvvisazione del singolo sul tema collettivo. Questi cantipotevano protrarsi, fra tema, ripetizione e improvvisazione, per untempo indefinito.mercoledì 9 gennaio 2008
sabato 5 gennaio 2008
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